La fiamma segreta del signor Emanuele Pool è dunque una vera fiamma, forse un po' meno splendida e un po' meno ardente di molte altre, ma con i caratteri di luce e di calore di tutte le fiamme metaforiche conosciute.
Da quanto tempo egli amasse Bice, quali considerazioni lo avessero trattenuto dal rivelarsi, per che sorta di tempeste fosse passato il suo cuore durante il periodo luminoso dell'amore di Riccardo, e come avesse accettato alla muta la parte del sacrificio, tutto ciò nessuno potrebbe dirlo, perchè il signor Emanuele Pool non lo disse a nessuno. Noi sappiamo solo che un dì fratel Biagio fu visto in lungo colloquio col suo degno socio, poi in lungo colloquio con la sorellina e poi ancora con il signor Pool, e al giorno susseguente da capo con la sorellina e con l'imperturbabile innamorato, il quale lasciò l'uffizio un quarto d'ora prima del consueto a passi affrettati, con un sorriso appeso fra le labbra alla disposizione del primo venuto. Sappiamo pure che dopo breve tratto, egli rifece i propri passi per venire a sfogare l'allegrezza vuotando il borsello nelle mani dei suoi cenciosi amici, sempre esatti al ritrovo, e che dieci o dodici sciancati e paralitici sentirono quel giorno, oltre dei loro consueti malanni, una specie di febbre che, grazie alle veglie scientifiche degli economisti, non avevano provato molte nella vita.
Tutti questi fenomeni volevano dire che il signor Emanuele Pool aveva chiesto la mano di Bice e che Bice aveva detto di sì.
L'accettazione della fanciulla non è la parte meno stravagante del garbuglio, ma non è misteriosa niente affatto. Il merito è tutto di fratel Biagio, il quale in questa occasione dovette far prova della stessa accortezza che gli aveva servito per guadagnare il sì della signorina Camilla, oggi sua legittima sposa. Veramente nel presentarsi a Bice egli aveva avuto in mente di pigliar la cosa da lontano, ma anche dinanzi a Camilla ebbe già la stessa intenzione e vi dovette rinunziare per non essersi saputo decidere a scegliere il suo punto di partenza; si sa: uno che non abbia alcuna predilezione per l'Era Volgare e per il Diluvio, il meglio che possa fare è d'incominciare addirittura in tempo presente. Così aveva fatto fratel Biagio con Camilla, e così s'era determinato a fare con la sorella.
— Come stai questa mattina?
— Bene.
— Tanto meglio, perchè ho una notizia a darti.
— Buona!
— Secondo i oasi. C'è uno che ti vuol bene. —
Bice, senza preamboli, si era messa a piangere.