Bambina si lasciò ingannare da quella sicurezza e ringraziò ingenuamente il cielo che, fra le due misericordie da usare, le permetteva di far la scelta del giovane Piero; e oltre il cielo ringraziò babbo Coppa quando le promise di far il necessario perchè la cosa andasse liscia liscia.
Il necessario nel concetto del vecchio e dall’accento con cui egli proferiva la parola, comprendeva anche, anzi più che tutto, l’adozione; ma quando, a furia di lettere, ogni cosa fu pronta, e non mancò altro che fare gli atti legali, il Coppa ebbe un solo pentimento; mantenne tutto quanto aveva promesso, ma non volle il meglio: rinunziò ad essere il padre di Bambina.
Ed ebbe l’aria di essere generoso agli occhi di tutti, nel dire a Desiderio: “La prima idea era la buona; sarai tu il babbo di Bambina; io me ne sento incapace.„
L’amico per la vita e per la morte gli si buttò fra le braccia, e pianse perchè era troppo felice.
Ma il Matto era incapace di nascondere a se stesso il segreto pensamento, che lo aveva trattenuto nell’atto di fare della fidanzata (e più tardi della moglie) di Piero Corruccini la propria figliuola! Ed era la ripugnanza a mettere fra se stesso e Bambina una barriera legale, insuperabile, per tutta la vita.
Anche quando quella faccia disgraziata di Piero ebbe, con la dote, la sua magnifica Bambina, il Coppa non si pentì d’essere stato prudente. Gli durava in mente lo stesso sentimento; non lo voleva confessare più, non lo confessava quasi, ma qualche volta in segreto pensava che... non si sa mai che cosa possa accadere... che Piero poteva anche essere felice, magari Dio dare dei figliuoli a Bambina, durar lungamente e seppellire il Coppa... ma poteva anche morire... E allora?...
No, non era una speranza; forse non era nemmeno un desiderio... E allora?...
E allora nessun dubbio che il Coppa avrebbe aperto le braccia perchè la vedova e tutti i figliuoli di lei vi riparassero come in un porto sicuro.
FINE.