La faccia butterata svanì come le altre e il vecchio la trattenne un poco ancora:
— No, non te ne andare; tu non sei bello, ma hai la gioventù; e in amore la vecchiaia ha sempre torto.
Quando la faccia fu scomparsa interamente, entrò nel cervello del Coppa un’idea di battaglia: chi sa? non è forse detto che la vecchiaia non possa nulla; essa soltanto ama veramente; e se Bambina sapesse...
“Ancora non ha detto la parola che deve legarla a lui, ma la dirà domani„ — pensò, e questa idea ficcandogli nel cervello come un chiodo, lo tenne desto tutta notte. A volte si proponeva di tornare a Milano col primo treno del mattino per rendere più difficile la vittoria di Piero, più tormentata la propria sconfitta. Ma si pentiva subito pensando alla pietà di Bambina. E poi con quale pretesto giustificare il proprio pentimento? Ah! se in quel letto, dove si voltolava in silenzio, lo cogliesse un febbrone, che obbligasse lui a tornare, ovvero inducesse Bambina a correre al suo capezzale d’infermo... a sanarlo con un bacio, a farlo morire con una parola d’amore!
Finchè il mattino non entrò nella camera, il povero Coppa continuò la sua smania silenziosa; ma quando la nuova luce gli ebbe fatto vedere in un canto l’attaccapanni, il quale allungava ingenuamente l’unico braccio che gli era rimasto, scese un po’ di quiete nel suo spirito, e il Matto si addormentò sotto l’occhio del sole.
Alle dieci del mattino mandò un telegramma a Desiderio per avvertirlo che egli si era arrestato a Novara, dove aspettava una parola.
Questa parola giunse a Novara il giorno dopo. Era di Bambina. Diceva:
“Perdonami, babbo caro; ma mi sembra di volergli tanto bene!„
Un’ora dopo il Coppa ripartiva per Milano, dove fece stupire la piccina e il vecchio amico con la sua disinvoltura:
— Dov’è Piero?... domandò allegramente, come! non è qua? è mezzogiorno; che cosa aspetta? Ai nostri tempi, non è vero Desiderio? ai nostri tempi non si aspettava l’ora delle visite; quando si poteva andare in casa dell’innamorata ci si andava a tutte l’ore; quando no, si passeggiava sotto la finestra buscandosi il torcicollo.