— In questo tempo hai pensato a lui?
La risposta non fu pronta, ma fu leale.
— Sì, ho pensato sempre a lui; sapendo che doveva arrivare, che forse è arrivato, ho mandato or ora Togna a buttar nella buca un bigliettino fermo in posta... non gli dico altro che la via e il numero della casa... egli forse verrà.
— Verrà di sicuro, affermò Desiderio, baciando la fronte bianca di Bambina — questa piccola ruga non ci dev’essere; mandala via subito.
— Gli dica che gli voglio tanto bene, e che se vuole proprio io mi lascio sposare; ma allora deve pensare lui a parlare con Piero... a dirgli...
Al pensiero di ciò che il Coppa dovrebbe dire a Piero per mandarlo via, Bambina sentì venire le lagrime, e nascose il viso nel petto del babbo. Il quale, mettendole le mani sulla testa, disse a bassa voce: ho capito!
— Che cosa ha capito? domandò Bambina, scostando appena il viso e alzando gli occhi verso Desiderio; non è vero che io sia innamorata di Piero, ma ho tanto pensato a lui... e forse lui non ha pensato a me, e non verrà nemmeno.
— Verrà, affermò un’altra volta Desiderio, e allora Bambina mostrò tutta la faccia luminosa.
— Ecco Togna, disse la fanciulla sentendo rumore in cucina — ma correndo all’uscio, vide che si era ingannata, perchè Togna arrivava appena allora.
Desiderio, andato in salotto a capo chino, non si aspettava di trovarvi il Coppa, e sopratutto di trovarlo tanto di buon umore.