Anche gli sorgeva in un cantuccio della mente l’idea di dare il proprio nome alla ragazza. Diodato! Non era il nome di suo padre e nemmeno della mamma, perchè non aveva conosciuto nè l’uno nè l’altra; era un nome tutto proprio; glie l’aveva dato l’ospizio dei trovatelli... o forse Dio in persona. Bambina, pigliando quel nome, si ribattezzerebbe Speranza Diodato per andare a nozze! Peccato che, sposata, rimuterebbe da capo e rimuterebbe male. E veramente che sugo vi è a chiamarsi la signora Coppa? Un’altra cosa non sembrava vera nè possibile al buon Desiderio, cioè che egli dovesse diventare suocero del vecchio amico d’infanzia. Però, se il cielo lo avesse voluto, se sua figlia fosse veramente contenta, se il genero fosse finalmente felice; che festa! Di tutte queste cose non impossibili, a rigor di linguaggio, la meno probabile era l’ultima, cioè che finalmente il Coppa trovasse una contentezza che paresse a lui la felicità; sicuramente, egli vorrebbe afferrare la felicità vera e propria e così la contentezza svanirebbe subito.
Lo stesso Coppa ebbe un giorno il medesimo timore. Desiderio gli aveva sparato a bruciapelo una schioppettata: “Piero Corruccini si è dimenticato di Bambina,„ gli aveva detto. “Bambina mi pare avviata a dimenticarsi di Piero; è il buon momento; se ti senti di far felice questa buona ragazza, e di fare la tua vecchiaia contenta, fa presto, sposala.„
Il Coppa arrossì come un fanciullone; ma dopo quel lampo di felicità, si accasciò subito brontolando che ci voleva pensare ancora.
Mentre egli ci pensava, venne Piero.
Venne di buon mattino, segretamente, quasi avesse paura di lasciarsi vedere; mandò dalla portinaia la sua carta di visita a dire che egli era da basso, a chiedere se potesse venire a quell’ora.
Il Coppa corse in camera di Desiderio, per consultarsi con lui, ma ebbe appena detto di che cosa si trattava e si accostò all’uscio per dire alla portinaia: venga.
Il vecchio Desiderio non fiatava; cercò di leggere nel volto del Coppa, mentre egli finiva di vestirsi, e l’amico andava su e giù.
— Bambina dorme ancora? chiese il Coppa.
E Bambina rispose essa stessa, picchiando alla porta:
— Ci è un signore che cerca di te...