— È roba del dottore Augusto, dissi sottovoce.
Il babbo fece di sì col capo e ripigliò il cucchiaio.
In un minuto di silenzio, s’erano affacciate altre idee al mio cervello; e certo erano le medesime che venivano incontro al babbo, perchè rialzando il capo a guardarmi, egli me ne annunziò una che veniva in quel punto a me pure.
— Vuoi scommettere? incominciò.
Io proseguii:
— Vuoi scommettere che mio cugino verrà oggi stesso per vedere se il Ciall ha fatto bene la sua piccola commedia, e se io sono proprio contenta?
— E perchè ha fatto questo? mi domandava il babbo; e perchè ha fatto questo? domandava a sè stesso. E si lasciò sfuggire ancora: egli ha tanta paura del matrimonio.
— Ne ho tanta anch’io, confessai.
— Sciocchina.... zitta che suonano, è lui di sicuro.
— Oh! Dio! e non abbiamo combinato nulla!