Diego Corona non si fermò nella vicina stanza, tirò dritto fino alla sua camera.

— Bisognava pure che glielo dicessi, mi pare; assicurò melanconicamente.

— Se ti pare, sarà... ma non tutte le cose che si dicono si fanno, e questa non la farai... proprio.

Tizia mi guardò senza rispondere.

— Ti dico io che non la farai.

Allora Tizia mi prese una mano con le sue.

— Una volta avevo pensato che tu potessi essere la mia compagna nel convento delle Marcelline; saremmo state tanto bene insieme; era un sogno troppo bello; ma comprendo che tu non saresti felice; tu pensi ancora a trovare marito.

— Sicuro che vi penso, confessai, non siamo noi giovani tanto... e belle un poco? E perchè non dovrei pensare a diventare la compagna di un uomo piacente e la mamma dei miei figli? Quando mi sarà venuto il primo sospetto di rimanere zitellona, saprò io come fare per evitare la catastrofe...

Almeno avevo richiamato il sorriso sulle labbra pallide di Tizia.

— Non ne parliamo più, disse.