Faustina fa una smorfietta di sussiego, e fa per scendere dalle ginocchia di Marcantonio, ma è trattenuta.

— Aspetta — dice allora — lasciami andare — e il nonno la lascia.

Essa va a prendere sul tavolino di mezzo un grosso albo di ritratti, e ritorna carica di quel peso, che la fa barcollare.

— Guarda — dice aprendo l’albo sulle ginocchia del nonno, questo qua lo riconosci? È il babbo. Va vestito così soltanto in teatro, nel Don Pasquale; aspetta, te ne farò vedere un altro più bello.... guarda questo prete.... È Don Basilio, ma è il babbo.... Questa è la mammina, e questo sei tu.... Di’ un po’ se non è vero? Aspetta.... voglio farti vedere....

— Faustina — le dice Marcantonio accarezzandole il visino intelligente — Faustina, dimmi la verità, gli vuoi proprio bene al nonno?

— Altro! — risponde la bimba fissa nella sua idea; ma aspetta; ti voglio far vedere....

— Gli vuoi proprio bene tanto?

— Sì, tanto.