Perchè non balza in piedi, e non corre incontro a suo figlio, e non pone in atto il bel sogno di quella notte insonne?

«Desidera parlarmi e manda ad avvertire!» ripete amaramente in cuore, ma, aggiunge coll'accento rigido d'una abitudine implacabile: «venga.»

Un istante dopo padre e figlio sono in faccia l'uno dell'altro. Il vecchio non si è mosso dal seggiolone, non volge la testa e non ha nè un gesto nè uno sguardo più benevolo del consueto.

Mario, in piedi sul limitare, colla fronte levata, guarda superbamente e fisso innanzi a sè, ma non suo padre.

— Sono venuto a prendere i tuoi ordini, dice freddo freddo il giovane; fra due ore parto.

Il vecchio sembra lottare un istante dentro di sè.

Poi, facendosi forte, leva gli occhi a guardare il figlio, che sostiene quello sguardo senza batter palpebra.

— Fa il dover tuo, dice allora Fulgenzio con voce lenta, e levandosi in piedi, aggiunge: come hai sempre fatto. Non ho null'altro a dirti, addio.

Mario tocca alla sfuggita la mano che gli viene porta con riluttanza, volge le spalle mormorando un addio, ed esce col cuore gonfio.

Ed il povero padre ricade sulla seggiola.