Serena non rispose.

— Lo ucciderò, disse il guerriero, mettendo il pugno sull'elsa della sciabola.

— Un milionario non si lascia uccidere; e poi, ucciso uno se ne trova un altro; non vorrete uccidere tutti i milionari, immagino. Cugino Ferdinando, ridiventate uomo di spirito, come siete sempre stato fino a questo momento.

E la bella, senza muoversi dall'indolente positura, fece un cenno di commiato al galante guerriero e sonò un campanello.

Un pezzo di servitore alto sei piedi apparve nel vano dell'uscio. Di mala voglia il luogotenente si rizzò, fece un lieve inchino, uscì.

E la bella continuò a fissare lungamente un punto immobile, che non era nel suo salotto.

Il domani Serena era partita. Appena la novella si sparse per la città, i frequentatori del caffè e del circolo tennero adunanza e discussero a posteriori tutti i segni infallibili che avevano annunziato la catastrofe. E che fosse una catastrofe non fu posto menomamente in dubbio dagli adoratori, i quali spiegavano così la fortuna del banchiere a danno delle loro legittime speranze. Del resto tutti si consolavano e ricevevano consolazioni a vicenda, col riso e l'arguzia sulle labbra. Rimaneva un paio d'inconsolabili, i quali, ciascuno per proprio conto, si erano vantati che la bella ritrosa non avesse saputo resistere alle loro seduzioni; ma costoro non furono visti al circolo nè al caffè.

In fondo la fuga (s'era finito coll'accettare questa espressione), la fuga di Serena col banchiere Redi fu una vera fortuna. Gli echi del caffè e del circolo non udirono mai tanti motteggi, e gli specchi dovettero credersi disoccupati, non avendo più a riflettere alcuno sbadiglio.

Quanto a Maurizio la notizia gli venne solo a tardo mattino. Nella notte il disgraziato aveva fatto pazzi sogni ad occhi aperti. Per la prima volta, dacchè il cuore aveva preso la mano alla fantasia ambiziosa, il senso prese la mano al cuore. «Quella donna, quel miracolo di forme, poteva esser sua!»

Quando spuntava l'alba egli diceva a sè stesso che gli bisognava ritornare da Serena prima che partisse, trattenerla o seguirla, stringersela al cuore, e dimenticare in quello spasimo dolce ogni altro spasimo.