Non s'erano detti una parola, e non erano in vena di dirsene; il signor Fulgenzio si ritrasse meditabondo nel gabinetto, il dottore continuò il suo sorriso per non darsi una mentita ed andò a visitare gli ammalati.

Ritornò poco dopo.

— Non si è più padroni di muoversi, disse con un accento tra melanconico e scherzoso, senza che ce ne facciano qualcuna.

— Che c'è di nuovo? domandò il direttore.

— Quel fanciullone di Paoluccio, il quale approfitta proprio del momento ch'io non ci sono per ammalarsi...

— Gravemente?

— A quell'età ed in quello stato, ogni malanno è grave.

Il signor Fulgenzio era in tale disposizione di spirito che ogni novella non lieta gli pareva un aggravio di più al proprio fardello; crollò il capo e non disse nulla.

— Delira, dice qualche corbelleria più del solito; gli ho ordinato del ghiaccio, non sarà niente... non vi è pericolo...

Il signor Fulgenzio si levò in piedi e passeggiò a gran passi.