Don Alfonso, don Michele, don Alessandro, e successivamente un altro paio di reverendi, avevano permesso al dottor Parenti di frugare colle sue mani profane nei registri dei nati del 185..., ed aiutato essi stesse le ricerche senza frutto alcuno. Il dottor Parenti gli aveva pagati largamente con cinque dei suoi sorrisi, ed aveva rimandato al giorno successivo la visita al sesto parroco.

Al signor Fulgenzio, il quale lo aveva interrogato in proposito, aveva risposto che tutto andava a meraviglia, che, avvezzo a non fare fidanza colla fortuna, era certo di non poter risparmiare nè un passo nè una parrocchia, e che infine quello era un viaggio di nuovo genere, e voleva farlo in tutte le ventisette tappe...

Il curato della parrocchia di San... (si tace il nome del santo, perchè l'ottimo reverendo non amerebbe di vedere la sua persona sacra in un libro profano) il curato della parrocchia di San... è uomo faceto, e sta volontieri allo scherzo. Vide alla prima il lato vulnerabile della singolare dimanda del dottore, e si offerì pronto «ai suoi comandi» con una lieve tinta d'ironia, pregandolo, intanto ch'egli finiva di far colazione, di aspettarlo in sacristia.

Il dottor Parenti non aveva niente più di quello che si meritava; era venuto troppo di buon mattino, e non voleva mettersi sulla coscienza il digiuno d'un reverendo. Questo almeno pareva significare l'inchino con cui rispose alle parole del curato, e l'accento con cui lo scongiurò di fare i suoi comodi. Rientrò in sacristia e vi rimase un buon quarto d'ora che spese, poichè una simile occasione non gli si era mai offerta in vita, a studiare l'Oratio dicenda a sacerdote cum lavat manus. Quando il curato entrò, il dottore, il quale aveva acquistato un'aria liturgica tutta sua, lo salutò come uomo ben intenzionato, capace di fargli gli onori di sacristia.

Il reverendo si piegò appena, quanto permetteva la delicata condizione d'uno che si levava allora da tavola, andò diritto ad un antico armadio di legno di noce lavorato ad intagli ed a bassorilievi, lo aprì e mostrò una schiera di enormi libri venerandi, coperti di carta pecora, coll'indicazione dell'anno scritta sul dorso.

— La persona di cui lei fa ricerca è nata?... chiese il curato col suo risolino evangelico.

— Nel 185...

— Nel mese?

— Di maggio.

— E si chiama?