— Perchè... perchè... oh bella! perchè sapeva che il tuo babbo non aveva il cervello sano, mi pare!

— Pare anche a me, ma sapeva anche che io sono sua figlia, dunque è molto bene informato...

— Niente di male che chi è disposto a cavarsi di tasca un esercito di lire, s'informi e sappia quel che si fa...

A conti fatti, la via più sicura di sincerar la cosa è di informarne Maurizio.

— È la più spiccia, aggiunge mamma Teresa, facendo per avviarsi; ma Donnina la trattiene.

— Più tardi, ora dorme.

Mamma Teresa pensa che se non devono destare un galantuomo trentamila lire, non lo desterà nemmeno la tromba del giudizio.

E se in quel pomeriggio Maurizio non avesse avuto il sonno greve, si sarebbe desto non una volta solo, ma dieci, a certi impeti di tosse che presero mamma Teresa nella vicina stanza: finalmente si desta — finalmente sa tutto!

E prima egli osserva che non ha mai prestato danaro a chicchessia, e nemmeno non gliene fu mai rubato.

A mamma Teresa non par vero, ma è proprio così. Poi anche Maurizio nota che se il danaro fu diretto a Donnina, e si sa che Donnina è sua figlia, l'incognito è informato appuntino, e che per essere così informato deve aver bazzicato in qualche modo per casa negli ultimi giorni.