— Ha già durato troppo... Mi deve sentire!... Eccola.
Il signor maestro si frega le mani con nuovo ardore e sorride, o la irascibile signora Teresa sparisce nell'ombra senza aggiunger verbo.
Eccola! Al passo leggiero, al fruscio dell'abito, a quel misterioso fascino che la precede, non si può ingannarsi; è dessa — l'angiolo della casa.
È una giovinetta di diciotto anni, alta di statura, con un visino pallido e due grandi occhi profondi, serena la fronte, lo sguardo, il sorriso, il portamento — serena, ma mesta. Da tutta la sua persona spira qualche cosa di misteriosamente leggiadro; i lineamenti del suo volto sono pur belli, più bella è l'anima che vi si riflette limpidamente. Un'anima mite, ingenua, soave, pieghevole, ma non debole nè timida — serena. La stessa mestizia non pare conturbarla; approfondisce vieppiù il suo sguardo, cancella il suo sorriso, non le oscura la fronte. Quand'era bambina ed abitava il paese di S... vi fu chi le trovò una certa somiglianza con la madonna della parrocchia; non ci volle altro perchè il vicinato, accertata la cosa, desse alla fanciulla il nome di Madonnina; ma il curato lo seppe, parlò dal pulpito contro i sacrilegi, ed ottenne che Madonnina fosse troncato in Donnina. Siccome quest'ultimo battesimo aveva la tacita approvazione della persona incaricata di rappresentare ad S... il paradiso, non ci fu chi chiamasse altrimenti la fanciulla.
Donnina del resto giustificava pienamente il nuovo nome. A soli sette anni, quando ritornava dalla messa con molta serietà, o quando, rimasta sola in casa a vigilare, non si arrendeva all'invito delle compagne che la volevano a giocare nel prato, quanti la incontravano le dicevano: «addio, Donnina», e ripetevano fra sè e sè: «la par proprio una donnina!»
Essa entra recando in mano un lume acceso che depone sopra la vecchia cattedra: le ombre fuggono in rotta dinanzi a lei, le lavagne appese alle pareti si accendono di un allegro riflesso, le reliquie di panche zoppicanti par che danzino allegramente, come quando arriva la scolaresca, il signor maestro si frega fervorosamente le mani e si china vie più sul focolare, guardando sottecchi la sua ossea compagna, la quale, ora che le vien tolta l'ombra dattorno, non sa come contenersi.
— Mamma Teresa, dice la giovinetta, andando direttamente a lei, il letto è pronto.
— Il letto è pronto! E chi ti ha detto di andare a prepararlo? Siamo alle solite! Ti paiono fatiche da far tu? Non ci sono io in questa casa? Non sono più buona da nulla io?
Mamma Teresa nel dire queste parole di rimprovero si ingegna di non guardare in viso la colpevole, ma tanto tanto non riesce ad afferrare il tono giusto. E il signor maestro continua a fregarsi le mani ed a chinarsi sul focolare.
— Cascherai nel fuoco, dice la vecchia, rivolgendo la sua collera formidabile al marito; o che hai tanto freddo tu!...