A questo punto Donnina, che teneva gli occhi rivolti alla finestra, mandò un piccolo grido.

— Che è stato?

— Là... in quella finestra.

La signora Teresa non sta ad udire, altro, corre alla porta, leva la stanghetta e guarda nella via... non vi è nessuno... Rientra, richiude e dice a Donnina:

— Sei proprio sicura che fosse il fantasma di Ognissanti quello che hai visto?

— Sicura, veramente no, anzi... ora non mi è sembrato più che gli somigliasse tanto...

— Di' che non gli somiglia niente, e che è fantasma come te e me; lo so io chi è, è il nipote dell'oste della Salute qui rimpetto, quello scioccherello che non sa distaccare gli occhi da te, quando vai a messa... Ma è tardi, mi pare...

— Sono le otto, dice il vecchio maestro, cavando dal taschino del panciotto un'enorme scodella che gli fa ufficio d'orologio.

— A quest'ora le altre notti russi saporitamente, risponde mamma Teresa.

— Russo io!... non me ne sono mai accorto...