— Lo credo... me ne accorgo ben io...
— E tu svegliami.
— Già, perchè poi tu mi venga ammalato! Credi che sia divenuta così delicata, che non ti possa più udire a russare dopo quarantacinque anni di matrimonio?
— Quarantacinque anni! ripete il signor maestro; quarantacinque anni!
— Già, quarantacinque anni! ripiglia a dire la vecchia, e per resistere al sentimento di tenerezza che la vince a questa riflessione, si butta al collo di Donnina.
Il signor maestro si volta da una parte per asciugare una lagrima.
— Sei pure il gran fanciullone! dice la vecchia.... il gran fanciullone, dotto come non so chi, ma sempre un gran fanciullone!
E in così dire si è fatto passare innanzi il marito e lo spinge dolcemente su per le scale, proteggendolo come si fa ad un bambino.
Donnina li precede facendo lume, e si volta indietro sorridendo.