— O molti, è tutt'uno.

Ella pronunzia queste parole coll'usata indolenza, senza commuoversi e guardando in faccia il suo interlocutore, il quale, parendogli finalmente di trovarsi a suo agio, si alza e va innanzi allo specchio.

— Te ne vai già? dice allora Serena sollevandosi a mezzo e stendendo il braccio a tirare il cordone d'un campanello.

Ma il luogotenente protesta di non aver punto questa intenzione e con un accento scherzoso scongiura la crudele cuginetta di non mandarlo via. La crudele cuginetta risponde con uno sbadiglio che questa volta si degna appena di nascondere.

— Dunque, tu non sei ricca, cugina Serena?

— Non più di te, cugino Ferdinando.

— Pur troppo! perchè saresti ancora mia; ho solo il mio grado!

— Ed io il mio.

— Il mondo però ti crede ricca...

Serena non risponde; ricaduta nella fatuità indolente, che sembra formare il fondo della sua indole, segue con occhio sbadato le pieghe della splendida veste di seta color d'arancio.