— Ho già detto troppo, ho già troppo sofferto. Lasci che me ne vada e grazie, grazie della sua amicizia.
Il dottore si alza anch'egli, e pone le sue mani sugli omeri del giovine.
— Il tuo male è grave, gli dice, ma spero di guarirti, poichè il cuore è sano.
Mario scuote il capo melanconicamente e si allontana senza aggiungere parola. E il dottore, rimasto solo, si afferra il mento colla mano manca, il gomito manco colla mano destra, e rimane in quell'atto, immobile, senza avvedersi che Olimpia, l'angelo biondo della sua casa, fa il broncio in un canto.
— Tu qui! dice finalmente togliendosi alla meditazione. E come hai fatto a venire senza ch'io ti abbia udita?
— E come hai fatto tu a non udirmi?
— È vero; ma che hai?
— Ho che so tutto....
— Tutto?
— Tutto!...