— E non è vero niente!
— E non è vero niente...
— Bastava che l'avessi chiesto a me, ti avrei subito detto che il signor Mario non mi vuol bene.
— E tu lo sapevi, tu?
— Oh! sì, sì che lo sapevo!
La piccola Olimpia ha una gran voglia di piangere, e corre nella sua stanza a versare nel seno della bambola la piena dell'immenso dolore.
XIII. ANCORA DELLA CURA INCOMINCIATA.
Il dottor Parenti, dopo aver accompagnato cogli occhi la propria creatura, esce dalla stanza tentennando il capo, scende le scale, muove difilato verso il gabinetto del direttore e viene innanzi all'amico Fulgenzio, col viso, contro il costume, oscurato dal pensiero.
Fulgenzio, sebbene intento ad esaminare documenti che si riferiscono a qualche nuovo membro della sua numerosa famiglia, è colpito alla prima dalla singolarità del caso che si legge sulla faccia del suo giovine amico, e si rivolge a lui colla premura impaziente di chi si aspetta una disgrazia.
— Buone nuove! dice il dottore per tranquillarlo.