— Buone nuove? ripete l'altro sbigottito, e me le rechi con quella faccia?

— Hai visto tuo figlio? domanda il dottore mutando accento e spianando le rughe della fronte.

— Non mi parlar di lui.

— Sono venuto a posta per parlarti di lui...

Il povero padre non risponde; l'altro soggiunge:

— E per dirti una millesima volta che Mario ha cuore, che Mario ti vuol bene.

— T'inganni, non ti credo, non ti voglio credere.

— Tanto è vero che non m'inganno, quanto è vero che tu mi credi e che vuoi credermi.

E dopo un istante di silenzio, durante il quale il direttore ha appuntato i gomiti al tavolino e stringe la fronte fra le mani, prosegue a dire, pronunziando le parole ad una ad una:

— Mario ti vuol bene, la sua tetraggine ha la stessa origine della tua; al pari di te egli non si crede amato e ti nasconde l'amore.