Le buone nuove sono come certe medicine che non bisogna trangugiare tutte d'un fiato; quelle parole cadute a goccia a goccia sul cuore del vecchio devono essere un balsamo, se bisogna giudicare dall'espressione di gioia quasi paurosa che si dipinge sulle sue severe sembianze.

— Vuoi dire?...

— Voglio dire che tra te e tuo figlio ci è di mezzo l'orgoglio d'entrambi, risponde il medico con accento un po' scherzoso; se Domeneddio avesse voluto fare il miracolo di darti un figlio autentico, non avrebbe potuto dartene uno che avesse meglio di questo il marchio di fabbrica; Mario ti assomiglia.

— Senti, interrompe Fulgenzio con voce commossa, tu non m'inganni, non è vero? perchè tu sei il mio amico migliore; io ti domando in nome della nostra amicizia: non ti parve mai che la mia testa vacillasse?

— Quale idea!

— Idea vecchia e tormentosa! I melanconici compagni della mia esistenza possono avermi attaccato il loro male; a volte penso che io stesso sono forse un pazzo senza avvedermene, e che tu mi curi di nascosto.

— Quale idea!

— Idea da pazzo!...

— Sicuro, idea da pazzo, e da pazzo della peggior specie che io conosca.

Ed il dottor Parenti sghignazzava così allegro, che è impossibile proseguire in quell'argomento.