Ah! Giustiniano! quello era un gran re! Altro che Dario figlio d'Istaspe!
E mentre una voce nemica mi gridava da lontano: «E che ne sai tu di Dario figlio di Istaspe?» Giustiniano mi metteva sotto gli occhi una sentenza, che diede un altro corso ai miei pensieri.
— Nasciturus pro jam nato habetur, — dicevano le Pandette; ed io, colpito da un senso nuovo che mi si rivelava in quella massima, esclamavo:
— È vero! mio figlio era vivo prima che nascesse!
Lieto di questa chiosa, che mi pareva più profonda di tutta la dottrina del pretore, me ne andai allegramente ai tempi lontani, in cui non avevo nè un figlio, nè un cliente.
Ritrovando più tardi il re di Persia implacabile, prima mi strinsi nelle spalle, poi lo mandai a farsi benedire.
— Il tuo regno è finito — gli dissi — è finito da... (qui, se lo avessi saputo, avrei messo un numero preciso d'anni, di mesi e di giorni per dar solennità al mio periodo), è finito da secoli, e ad un galantuomo dev'essere lecito vivere senza immischiarsi nei fatti tuoi. Io poi faccio l'avvocato, e lo faccio bene, domandane al tuo collega Giustiniano; ho tante faccende io, e se a suo tempo mi sono rotto la testa per fartici entrare, oggi sono nel mio diritto pretendendo che tu ne esca tutto d'un pezzo.
E per istinto d'arte oratoria agitavo la testa come se vi fosse rimasto.
La mimica che accompagnava il mio monologo durava ancora e il monologo era finito, quando mi avvidi d'avere un testimonio. Augusto, il quale con lo zaino ad armacollo veniva a darmi il bacio, prima di andar a scuola.
Per solito quella scenetta seguiva così: «Si può?» diceva mio figlio. Non altro, ed io intendevo: «Sono qua per il bacio», e subito, da qualunque lontananza di codice, accorrevo col pensiero, aprivo le braccia, egli vi si slanciava facendo un tentativo per respingere lo zaino, che entrava sempre di mezzo, in quell'amplesso, ed i nostri tre corpi si allacciavano stretti. «Mi raccomando», dicevo poi con solennità paterna, sprigionando Augusto, il quale se ne andava seguito dal suo zaino enorme, ed io stentavo a ritrovare l'alinea in cui ero rimasto, perchè mettevo bensì gli occhi sul codice, ma il pensiero accompagnava un tratto mio figlio.