— Babbo, perchè non mi dài un bacio?

La piglio, la sollevo, me la stringo al petto, e la bacio sulla fronte e sui capelli.

Poi la depongo in terra, le raccomando di star buona, le prometto di venire a prenderla per portarla a casa; le parlo di Augusto, della mamma; le riempio la testina di speranze, di idee gentili e allegre; le getto in cuore disordinatamente tutte le dolcezze che trovo, la promessa di una bambola nuova, i baci della mamma, le passeggiate col babbo, i giuochi col fratello guarito; poi l'abbandono un po' sbigottita ancora, e fuggo per non lasciarmi tentare un'altra volta.

Essa mi grida dietro:

— Babbo, tanti baci alla mamma! — e s'avvia tranquillamente come una donnina.

Allora io mi arresto a guardarla, e la seguo con gli occhi finchè scompare: poi guardo in alto cercando qualcuno per dirgli amaramente:

«Puniscimi; non ho saputo trattenermi, ed ho baciato in fronte mia figlia».

Prima di rientrare nella camera del mio dolore, svanisce l'imagine di Laurina, ed io dico per consolarmi:

«Non l'ho baciata in bocca!»

X.