Mi prende per mano, ed io mi lascio condurre come un fanciullo.
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Egli visse!
Lasciatemi rompere questa penosa ricostruzione del mio dolore; mi pare d'essere un ingrato se non grido la mia gioia.
Sì, Augusto visse. Augusto vive, per far felice il babbo e la mamma.
Evangelina ha ragione: le nostre gioie ci seguono nella vita; i dolori no, perchè il cuore li seppellisce.
MIO FIGLIO S'INNAMORA
I.
Era stato un tempo, quando mio figlio non studiava ancora la storia antica, che egli pigliava me a confidente dei suoi segreti pensieri, e mi faceva cento domande difficili. Voleva sapere, ed era nel suo diritto, se le stelle fossero veramente lumicini, e perchè il sole si nascondesse ogni sera, e se, camminando sempre diritti per tante ore di seguito, s'incontrasse poi la fine del mondo. Ma quando, non contento di penetrare in compagnia del babbo nei più ardui misteri cosmici, chiedeva che io gli svelassi tutti i segretuzzi paterni, per esempio, chi è che fa i bambini, e come li fa, allora io mi raccomandava alla più savia delle figure rettoriche, e con una serie di reticenze ben combinate riuscivo in breve a mettergli una castissima confusione d'idee nel cervello.
— Ho capito — diceva quando disperava assolutamente di capire, e se n'andava a giocare, dandomi però di nascosto una certa occhiata nella quale a me pareva di leggere: «Bada bene, fra noi due c'è un segreto, e non ce l'ho messo io».