— Taci: non ne posso più...
— Il piccolo traditore — proseguivo — conserva ancora delle abitudini generose che perderà più tardi; tradisce le innamorate magre, ma annunzia il tradimento. Ahi! Povera Giovanna, povera bimba abbandonata!
E mi veniva un altro pensiero.
— Il tradimento amoroso è un fatto complesso — dicevo a Evangelina, che continuava inutilmente a farmi cenno di star zitto: — suppone un altro amore neonato. Augusto, ci scommetto, pianta la sua cara Giovanna... la chiama cara, non è vero?... ultima ipocrisia involontaria...
— Cara, sì, cara, ed è sottolineato — mi rispose mia moglie.
— È sottolineato? Dunque è un'ironia? E nostro figlio è solo in quarta elementare! Pensa che uso disgraziato farà della rettorica in ginnasio e in liceo! Ma dicevamo... Che cosa dicevamo?
— Dicevi che Augusto pianta la sua cara Giovanna per un'altra donna...
— Donna... già, donna. E bisogna sapere chi è la fortunata rivale... Ma prima di tutto, chi è Giovanna? Lo sai tu?
— Sì che lo so — mi rispose Evangelina ridendo sempre — è la bambinaia del padrone di casa.
— Una bambina di vent'anni almeno!