— L'arte di far felice il nonno gliela insegnano a scuola? Quelle letterine francesi che mi manda le scrive a scuola? Sa la storia, sa sonare il pianoforte, sa far di conto... che altro studia?
— Le ragazze d'oggi devono sapere la storia naturale, la fisica, la geometria, la chimica, il tedesco e qualcos'altro...
Egli alzò gli occhi al cielo per chiamarlo in testimonio di quanto stava per dire, e disse un'eresia. Disse, il cielo glielo perdoni, disse che per mettere al mondo dei figliuoli le ragazze non hanno bisogno di sapere la chimica.
Non ci domandava conto del signor De' Liberi, ed io, impaziente di veder mio suocero in preda alle convulsioni dell'ilarità, fui il primo a mettergli innanzi quell'argomento saporito.
— E il signor De' Liberi? Non dimentichiamo il signor De' Liberi.
Immaginavo d'essere interrotto da uno scoppio di buon umore; ma siccome mio suocero sembrava aspettare la spiegazione del mio accento beffardo, mi toccò soggiungere:
— Ah! quanto ne abbiamo riso!
— È ritornato? — domandò senza ridere.
— Ancora no, e mi stupisce; alla sua età non si ha tempo da buttar via...
Mio suocero fu pronto a interrompermi.