Dunque quel giorno il Cavaliere era beato; veramente, per una di quelle inesplicabili contraddizioni a cui cedono anche le nature più generose, egli si provava a farci credere che mandava al diavolo il Colonnello; ma il sorriso lo tradiva, e gli si leggeva benissimo in faccia l'intima compiacenza di aver perduta la notte.

Erano tutti là, i fedeli frequentatori della casa comune del Cavaliere. Si trovavano benone ed accorrevano dai quattro punti cardinali, sfidando ogni sorta d'intemperie, se ne andavano intorno alla mezzanotte, e il Cavaliere li accompagnava fin sulla strada per ringraziarli un'ultima volta dell'incomodo che si erano preso.

La padrona di casa aiutava con molto garbo il Cavaliere suo marito a compiere la missione che gli era stata affidata in terra, sopportando con disinvoltura la propria porzione di noie.

Erano dunque tutti là; il vecchio maggiore giubilato, dando alla comitiva ordini e contrordini che il solo cavaliere eseguiva per tutti; l'avvocato M., mio buon collega, conosciuto in tribunale per la sua eloquenza non meno che per la sua pancia; Arturo, il bello, giovine impiegato d'ordine, che aveva di sè un altissimo concetto; il signore A, la signora B, il conte C, e le altre lettere dell'alfabeto.

Mio suocero fece prima straordinariamente lieto il padrone di casa, poi fu condotto in giro a dichiararsi anche lui lietissimo di far la conoscenza degli altri, e, dopo questa iniziazione, trovandosi libero di fare il suo comodo, cioè d'andarsene a spasso in giardino o in sala da pranzo a fare una fumatina, egli si sdraiò in un seggiolone a dondolo e cominciò l'esame dei giovani, senza perder d'occhio Laurina la quale se ne stava accanto al pianoforte, in un crocchio di fanciulle dell'età sua, che sfogliavano della musica, minacciandoci di molte sonate a quattro mani.

Ogni tanto il mio vecchietto mi chiamava per chiedermi:

— Chi è quel giovane alto e biondo, con l'occhialetto a sghimbescio, che volta le spalle alle ragazze?

— È il bell'Arturo; viene qui regolarmente per farsi rapire, ma queste povere ragazze non hanno ancora abbastanza coraggio per un'impresa simile.

— E quell'altro che legge, chi è?

— È il signor Paolo, un buon figliuolo; viene qui a leggere la gazzetta sotto la protezione della mamma; così almeno una volta alla settimana è informato di quanto accade nel mondo.