Dicendo le ultime parole mi guardava; io guardai lui fissamente e gli dissi alla muta no; egli resse all'urto e ripetè sì, poi cercò lo sguardo di Laurina.

— Va a correre in giardino se n'hai voglia — dissi a mia figlia — ed essa vi andò, ma senza correre.

Subito il signor De' Liberi troncò le ciancie, prese a braccetto il padrone di casa e lo trasse in giardino.

Si udirono benissimo gli accordi del pezzo a quattro mani che giungeva al termine; grandi applausi che le due signorine fecero benone a non raccogliere, poi silenzio.

E uno uscì a dire all'improvviso:

— Che persona simpatica quel signor de' Liberi!

— Quanti anni avrà? — chiese un altro.

— Cinquantacinque soltanto — risposi malignamente.

— Ne dimostra sessanta! — esclamò una voce vendicativa.

Era il bell'Arturo, che parlava per la prima volta; ma con poca fortuna, perchè tutte le signore e le signorine rimaste in sala protestarono in coro che era una calunnia, che il signor De' Liberi non dimostrava più di cinquant'anni, anzi meno, non più di quarantacinque, anzi meno.