Ma quando su quella faccia tosta sono venuto scoprendo i segni del tempo vendicatore, non è raro che sorga qualche donnina o qualche fanciulla a dichiarare che il signor De' Liberi ringiovanisce ogni giorno.
Aimè! anche Laurina è della stessa opinione!
— Questo è ancora nulla — osserva imprudentemente il signor De' Liberi: — bisognerà vedermi un giorno!
Qual giorno? È il suo segreto.
***
E il tempo passa e di mariti nemmeno l'ombra. Se dopo aver fatto tante smorfie, si dovesse finire col dare la nostra Laura a questo vecchio ben conservato, non sarebbe meglio dargliela addirittura? Sebbene il signor De' Liberi faccia intendere che egli sa e può aspettare, perchè la fisiologia gliene dà il permesso, anche mio suocero è d'opinione che si vanti.
Questo pensiero ipocondriaco balena appena, ed è subito ricacciato. È rimasto ancora un grosso capitale di buon senso in casa nostra, ed è Evangelina che ne ha la chiave. Io posso spendere allegramente per un pezzo, pensando che mia figlia va alla scuola e studia la storia, ed è coi re longobardi. Prima che arrivi all'evo moderno ci vorrà del tempo, ed io non avrei nemmanco piacere che Laura andasse a nozze senza essere informata almeno almeno della rivoluzione francese.
In fondo chi ogni tanto mi mette in capo la malinconia di pensare al matrimonio di mia figlia, è il nonno impaziente, quel povero vecchio che non ha tempo da buttar via, e lo sa, ed è tutt'occhi e tutt'orecchi per cogliere in casa e fuori di casa un'occhiata incendiaria, o un sospiro assassino che siano diretti a Laurina.
«Lo assistano i cieli! — dico a me stesso — io non voglio più pensare;» — e i cieli non lo assistono, e io vi ripenso.