— È il signor Paolo!...

— Possibile! il signor Paolo innamorato di mia figlia!

Aveva ballato il signor Paolo? Io non me ne era accorto.

— È rimasto tutta sera al pianoforte — mi disse mio suocero — non si è mosso un momento, e io l'ho potuto osservare con comodo; ho veduto dove andavano i suoi sguardi, mentre le mani correvano sulla tastiera, ho notato che la sua faccia buona... ha la faccia buona il signor Paolo... pareva una luminaria, appena Laura cessava di ballare ed andava a ringraziarlo, e si faceva scura quando Laura ballava con quel signore lungo... Chi è quel signore lungo? me l'hanno presentato, ma il nome mi è uscito di mente.

Era nello stesso caso anch'io; avevano presentato anche a me quel signore lungo, ma al nome non avevo nemmeno badato.

— Dicevi che il signor Paolo...

— Il signor Paolo è cotto appuntino... ne ho le prove.

Mi pareva che vantasse troppo la propria perspicacia; ma egli era sicuro del fatto suo.

— Laura! — disse forte, affrettando il passo — l'hai tu la mia pezzuola di seta?

— Io no — rispose Laura, senza fermarsi, ma tastandosi istintivamente nelle tasche.