— Mi pareva d'avertela data per bendare quel signore lungo, nel cotillon...

— Sì, ma te l'ho restituita...

— È vero; to', eccola... l'ho trovata! — disse mio suocero dopo aver frugato in tutte le tasche.

Laura continuava a frugare anch'essa, sebbene il nonno le ripetesse che era inutile...

— È strano! — disse Laurina — non trovo più la mia; l'ho perduta.

— La troverai — dissi io — non sbottonare il soprabito; fa freddo... ti puoi buscare qualche malanno.

— Non la troverà mai più — mormorò mio suocero al mio orecchio — gliel'ha rubata...

— Chi?

— Il signor Paolo; l'ho visto con questi due occhi cogliere il momento in cui Laura aveva deposto la pezzuola sul pianoforte, impadronirsene facendo lo sbadato, guardarsi intorno, fingere di asciugarsi il sudore, per baciarla, e cacciarsela in tasca; dopo di che si è fatto così pallido, che io sono corso ad offrirgli un po' di vino bianco...

— Sei un pochino sbadata — diceva intanto la mamma: — tu perdi sempre qualche cosa... anche l'altro giorno perdesti un guanto.