— È di là che studia; quel povero ragazzo non ha in capo che la sua laurea. Già!... — sospirò guardandosi intorno — la gabbietta era graziosa, ma vi mancava il nido, e la rondinella è andata a farselo. Dite un po'; eravate qui a sospirare voi altri?
— Manco per sogno! — proruppi. — Lo sai? Tutto ben esaminato e ponderato, Laurina ha fatto un matrimonio magnifico, e sarà felice e farà felice suo marito.
Mio suocero prese a guardare prima me, poi sua figlia, e di nuovo me con una curiosità corbellatoria.
— Saranno felici — mormorò Evangelina.
— Proprio? — chiese lui con una gran voglia di beffarci; ma non seppe vincersi ed esclamò ingrossando la voce:
— Io vi dico che saranno felici e che avranno dei figliuoli! Questo ve lo dico io: e li avranno presto... almeno uno!
— Maschio? — domandai.
— Non lo so — rispose ingenuamente il povero uomo.
Si capiva che oramai egli era di facile contentatura, e che, pur d'avere un pronipote, non avrebbe guardato al sesso.