— Domani! se scrive a noi che arriverà fra otto giorni!
— Arriverà domani o stasera — insistè mio genero.
— È arrivato! — balbettai...
— È di là — esclamò la madre.
Era più vicino ancora, proprio dietro l'uscio, e appena Evangelina volle andare di là, si sentì stretta da due braccia poderose.
Una melanconia profonda correggeva la gioia di Augusto.
— Come mai?... — chiesi. Ed egli mi rispose:
— È stata una lettera di mia sorella; ho indovinato tutto; non ho potuto rimanere lontano da casa nel momento del dolore.
Non disse altro; volle visitare la cameretta abbandonata dal nonno, e stette lungamente a guardare un ritratto del vecchio; poi si avviò, per fargli visita, al cimitero.
Faceva tutto ciò con gravità insolita; e io compresi che il primo dolore della sua vita maturava a un tratto tutta la parte di lui che sarebbe rimasta acerba chi sa quanto.