Non udii altro; mi parve come se repentinamente qualcuno mi avesse attaccato all'orecchio gli enormi pendenti della balia, tanto era il chiasso che facevano le tre paroline del farmacista.
— Venite avanti — dissi raccogliendo tutto il mio sussiego — venite pure avanti, buona donna.
Io l'avevo chiamata buona donna con malizia; sentivo che quella nutrice enorme rimpiccioliva me, e mi pareva così di ridurre lei a proporzioni più modeste.
— L'avvocato... l'avvocato... Acidi...
— Placidi...
— Placidi o Acidi fa lo stesso... È lei l'avvocato?
— Sì, sono io.
La scrutai nel viso per vedere come accogliesse questa notizia; sulla sterminata superficie carnosa apparve un lieve sorriso e nient'altro.
Io mi avviai, essa mi seguì; vedevo con la coda dell'occhio che si guardava sempre intorno, e notai che, passando in salotto, toccò la stoffa delle tende.
Non isperavo nulla di buono.