Bisognava vederci, quando uscivamo a braccetto dalla trattoria: io con lo stuzzicadenti in bocca, ritto, impettito, superbo; la mia Evangelina serena e sorridente; lieti l'uno e l'altro della bella luce del tramonto, o del bel temporale estivo che minacciava di farci correre a casa, o della magnifica nevicata; bisognava vederci allora per comprendere quanto sentimento squisito emani da una digestione facile compiuta in due.
Si va? Si rimane? Si corre o si tira innanzi adagino? Si faceva come si voleva.
Non vi era pericolo che, durante la nostra assenza, i nostri figliuoli rotolassero giù dalle scale, o si picchiassero da buoni fratelli, o mettessero fuoco alle lenzuola del letto con un fiammifero rubato in cucina.
Senti? E' un marmocchio che strilla come una prima donna, od è una prima donna, che...? Non vi è dubbio, è proprio un marmocchio.
Si alza uno sguardo di compassione al terzo piano, donde scendono quelle note di soprano, e si tira innanzi; quel marmocchio non è il nostro. E si pensa: pazienza, povere mammine, i vostri angioletti ve li manda il cielo!
Poco più oltre s'incontra un altro bimbo, che fa i primi passi; quanto è carino! barcolla tutto, vi viene voglia di corrergli sempre dietro con un guanciale in mano per buttarglielo ai piedi prima che cada e si faccia male. Ma eccolo che si pianta in mezzo alla via e non si vuol più muovere; la madre, il padre, la fantesca s'ingegnano di persuaderlo; non riescono a nulla: provano a pigliarlo per mano, e l'omino caccia strilli così forti da far cessare a un tratto quelli del suo collega del terzo piano, il quale sta probabilmente ad ascoltare. A quel chiasso si raduna un po' di gente... Che è stato? Niente di strano; un fenomeno naturale; la povera madre si fa rossa, il padre si guarda intorno cercando un abisso, la fantesca raccoglie ogni cosa e tira innanzi; la famigliuola affretta i passi verso casa, qualcuno ride, la folla si dirada.
E noi ci guardiamo in faccia alla muta; poi dico scherzando:
— Sono le prime consolazioni che un marmocchio bene allevato si crede in dovere di dare a babbo e mamma.
— E sono nulla forse al paragone di quelle che riserba loro nella vecchiaia — dice Evangelina.
— Quando sarà all'Università di Pavia — proseguo io — e farà la conoscenza d'una certa signora Rosa, amica degli studenti, e del venti per cento il mese.