— La piccina... Bianca? Oh! in buon ora! Ma che ti viene in mente che questo sia un ostacolo alla tua felicità?... Alla felicità di Tito?... Se tu vuoi bene a quella creatura, e se lo merita perchè è tanto bonina, se tu le vuoi bene, dovresti essere contenta di far una parte che a te riuscirà senza fatica, la parte di madre.

Sofia fissò gli occhi in faccia a suo padre, e disse:

— Sì, io vorrei essere la mammina di Bianca, lo sarei con affetto sincero, lo sarò fin che mi sarà lecito; ma non è possibile che, di proposito, metta me stessa fra la piccina e... i suoi genitori.

— Ma che ne sai tu, se...?

— Non dirlo... si legge in faccia... E anche se rimanesse il dubbio, lo scrupolo sarebbe forte ancora fino a tanto che rimanesse una probabilità...

— Quale probabilità?...

— Che, incontrandosi un giorno, quella donna e il signor Tito sentissero la necessità di amare insieme la poveretta a cui hanno dato la vita... Non voglio essere io a frappormi... ad un dovere... Quella creaturina ha il diritto di portare il nome di chi l’ha messa al mondo. Non ti pare, babbo caro?

Il vecchio Salvi chinò sul petto il testone canuto.

Dopo un po’ di silenzio, si rizzò in piedi e baciò sua figlia in fronte.

— Mi hai fatto vedere ancora l’anima giusta della mia povera morta.