— Li avrò più cari per questo. Mi faranno sovvenire di voi.... Siete così bella!.... aggiunse scuotendo il capo mestamente.

Carlotta tacque.

In quel punto un servo venne ad annunziare il cavaliere Salvani. A quel nome due grida morirono soffocate sulle labbra di Silvio e di Carlotta. Si guardarono in volto, entrambi muti e tremanti. In quello sguardo smarrito Silvio lesse la condanna che il dubbio aveva sempre trattenuto nel suo cuore. Quella donna meritava il suo disprezzo.

Il cavaliere Salvani entrò, e si tenne ritto un istante sull'uscio senza inoltrarsi. Carlotta pareva oppressa da un'ansia mortale.

— Io vi lascio, le disse Silvio; e fe' atto di allontanarsi.

Carlotta levò gli occhi verso di lui, come ad implorare la sua pietà e pregarlo di fermarsi.

Silvio non intese, o non volle; salutò, ed uscì.

XIV.

Non era facile cosa abbandonare quella casa; però Silvio non fu appena sulla via, che conobbe come quell'impresa fosse superiore alle sue forze. Avrebbe desiderato che una furia lo avesse trascinato seco, e tanto per dar prova della sincerità delle sue intenzioni, si mosse a passi agitati.

Ma la sua gelosia era più forte del suo sdegno, e gli troncò inesorabilmente il cammino.