— Sia benedetto! — sciamò Silvio — Or via, le mie valigie sono pronte, non mi rimane che salutare i pochi amici...
I pochi amici erano veramente pochi, e si riducevano a tre o quattro antichi compagni d'orgia che egli aveva dimenticato da un pezzo, e che rammentava tanto per far numero, e al signor Verni. La curiosità più che l'amicizia lo richiamava in quella casa; e più ancora il bisogno di uscire da ogni incertezza, e forse la speranza di riacquistare una fede perduta.
— Porterò meco il disprezzo, ovvero la memoria incontaminata di Carlotta.
Il suo cuore aggiungeva in segreto: «la rivedrò ancora una volta.»
XVI.
Il primo sguardo di Silvio ricercò tutto intorno pella camera; il signor Verni era solo.
— Che sarà di Carlotta? — pensò.
Il signor Verni si disse lieto di veder Silvio; lo riceveva nelle sue camere, senza cerimonie, perchè fra amici non si doveva badar tanto all'etichetta; del resto la sua salute era floridissima, e in quella notte avea dormito saporitamente; tutte belle cose che empievano di giubilo il cuore di Silvio, il quale per non essere da meno assicurava alla sua volta il signor Verni che la sua vita era un bocciuolo di rosa.
— Che sarà di Carlotta? — domandò a sè stesso un'altra volta.
Per quanto egli continuasse ad interrogarne le pareti di quella camera, non gli veniva fatto di veder chiaro in quell'enigma.