— Se il cavaliere l'accetta, io sono soddisfatto.

— Soddisfatto!... E se non accettasse?...

— In tal caso si mutino le condizioni del duello; non mi si condanni ad una parte ridicola, e mi batterò.

Silvio respirò più libero. Gli parve di comprendere pienamente i progetti del signor Verni. Una vendetta seria, una riparazione solenne; un segreto seppellito eternamente nel seno d'un cadavere. Pensandoci, questa tela si rischiarava di maggior luce, ma ad intervalli si oscurava affatto, e allora Silvio non comprendeva più nulla, e volendo sbarazzarsi, si ingarbugliava di più nel suo labirinto. Infatti il cavaliere poteva tenersi pago delle scuse dell'avversario, e di tal guisa mandare a monte il duello. Ora, se ciò avveniva, la riparazione sarebbe sfuggita di mano al signor Verni; e non pareva probabile che questi, essendo stato ferito nell'onore, volesse offrire al cavaliere un mezzo di uscirsene onorevolmente senza danno. Bisognava adunque credere che la cagione del duello fosse in realtà quella indicata dal signor Verni; se pure non vi era fra i due avversarii una precedente intelligenza, chè in questo caso il cavaliere avrebbe rifiutato le scuse, e accettato le condizioni d'un duello più arrischiato.

Giunto a quest'ultimo partito delle supposizioni, Silvio ebbe il buon senso di non andar oltre nelle sue fantasticherie.

XIX.

Come Silvio aveva dubitato, il cavalier Salvani si acquetò alle scuse, e il duello non ebbe luogo. Riportando questa novella al signor Verni, Silvio immaginava che il dispetto avrebbe tradito in qualche modo il segreto pensiero di quell'uomo; ma per quanto egli si adoprasse a spiare ogni gesto, il volto del signor Verni rimase calmo e sorridente.

— Avevo fede nello spirito del cavaliere, disse con disinvoltura, e null'altro.

Benchè Silvio fosse disposto a pensare come il signor Verni, non poteva tuttavia dissimulare a sè stesso un certo rancore; e certamente, più che il duello fallito, poteva sull'animo suo la nuova tenebra che s'era fatta nella sua mente.

Il pensiero di Carlotta gli ritornava più importuno di prima; egli si affannava inutilmente a liberarsene. Aveva potuto lusingarsi di non stimare più quella donna; ma non era riuscito ancora a non amarla.