Egli ritornava a casa, ed affrettò il passo. D'un tratto vide innanzi a sè un uomo che gli veniva incontro sorridente, il cavalier Salvani.

— Lui! ruggì l'anima di Silvio, e l'espressione d'un odio profondo si dipinse sul suo volto.

Il cavaliere si accostò con disinvoltura.

«Era lieto che il signor Verni gli avesse offerto un mezzo per sciogliere una quistione che non aveva di serio che il pericolo».

«Silvio ne era lietissimo, anch'egli; ma protestava che la quistione gli pareva seriissima».

— Diamine! disse il cavaliere; che intendete di dire?

— Io sostengo precisamente l'opinione del signor Verni; il ministro attuale rovinerà il paese.

— Ah! voi credete?...

— Lo sosterrei in faccia a chicchessia.

— Opinioni; interruppe il cavalier Salvani con accento di dileggio.