— È strano; un amico di casa!

Silvio fe' un cenno del capo come per ringraziare di questo titolo onorifico.

— Il mio padrone vi rammentava spesso...

— Il vostro padrone è assai buono, interruppe Silvio, per cui l'amicizia del signor Verni era un rimprovero. Ho viaggiato; è molto tempo che viaggio...

— Quand'è così, poichè lo ignorate, il mio padrone...

— Ebbene?

Giovanni fece un gesto assai espressivo, e portò una mano sugli occhi per nascondere una lagrima.

— Morto! ripetè Silvio tra sè, meno addolorato che sorpreso di questa novella.

Per alcun tempo nissuno dei due fece motto. Silvio levava a quando a quando gli occhi, e incontrava la figura mesta di Giovanni, col capo sempre inchinato sul petto, e gli occhi fissi al suolo.

Questa notizia era così inaspettata, e per essa era stato così improvvisamente mutato tutto l'ordine delle idee e dei progetti di Silvio, che egli non seppe più riannodare il filo dell'interrogatorio incominciato. Giovanni fu il primo ad uscire dalle sue fantasie melanconiche, e ne uscì con un grosso sospiro più eloquente d'un'elegia.