— Avete fame...? domandò a Silvio.
Silvio non aveva ancora avuto tempo a pensarci; ma quando si ha ventisette anni, non si può dimenticare per ventidue ore il proprio pranzo senza qualche inconveniente. La caduta, la febbre, il sonno, l'emozione e l'amore, avevano potuto molto sul ventricolo di Silvio; ma infine egli aveva ventisette anni, e non aveva mangiato da ventidue ore; però, per quanto il dolore della triste novella poteva consentirlo, egli confessò candidamente che aveva appetito.
XXIX.
Nella notte successiva Silvio dormì assai poco.
La sua mente agitata si adoperava invano ad indagare il mistero che circondava la solitudine della donna che egli amava. La morte del marito mutava aspetto a tutte le apparenze della vita di Carlotta. Tutte le indagini fatte fino a quel punto, non erano state che tentativi vuoti; egli era partito dall'errore, e tutte le verisimiglianze che vi aveva connesso, dovevano adunque essere necessariamente false.
Così l'edifizio delle sue supposizioni rovinava a un tratto. L'isolamento di Carlotta non era più una punizione, ma un bisogno d'anima afflitta; non era la solitudine della colpa e del rimorso, ma la solitudine del dolore e del pianto.
Ella aveva amalo suo marito, e suo marito non era più. Il mondo non avrebbe potuto darle ciò che le era stato tolto, ed ella viveva separata dal mondo.
Questo pensiero riconfortò la fede vacillante di Silvio. Carlotta non era forse colpevole. Se essa fosse stata tale, la morte dell'unico uomo che avesse dei diritti sopra di lei l'avrebbe spinta in mezzo alla società, dove avrebbe trovato nei facili piaceri l'oblio del suo passato e di sè medesima.
No, Carlotta non era colpevole. Tutte le apparenze avevano lottato contro la sua fede, e il suo cuore codardo n'era stato vinto; ma ora il suo cuore risorgeva più forte a rinnovare la battaglia, ed usciva vincitore: Carlotta non era colpevole.
Ma quell'uomo che aveva visto con essa in giardino? Chi era egli? Un fugace sospetto gli suggerì il nome del cavalier Salvani; ma rifuggì inorridito da questo pensiero.