Ben è vero che Giovanni gli aveva detto che Carlotta viveva sola, ma supponendo anche che Giovanni non mentisse, la presenza di quell'uomo nel giardino non era meno sospetta. Ora chi era quell'uomo?

Silvio aveva cercato più volte di domandarne a Giovanni, ma un sentimento d'orgoglio l'aveva sempre trattenuto. Allora si provò a rammentare l'immagine di quel personaggio; egli non l'aveva veduto mai che alle spalle, e non ne aveva serbata quasi alcuna memoria.

— Vediamo, disse a sè stesso una mattina, quell'uomo non era il cavaliere Salvani; i suoi favoriti rossi e le sue spalle quadrate lo avrebbero tradito. Pareva alto, proseguì analizzando le sue memorie, poco più di me certamente, ma più alto di me; aveva movenze lente, più da uomo maturo che da giovine...

In quella entrò Giovanni.

Un'idea assai naturale, e che le nebbie della gelosia gli avevano celato fino a quel punto, balenò alla mente di Silvio.

— Se fosse mai!....

Giovanni si accostò al capezzale.

— Sto meglio, gli disse Silvio prevenendo la domanda. Che giorno è oggi?

— Venerdì.

— Quanti ne abbiamo del mese?