Carlotta impallidì. Evidentemente ella temeva di aver confidato troppo nella fermezza del proposito di Silvio; forse lo stesso Silvio aveva troppo fidato sulla sua forza.

Dite al naufrago che si lasci seppellire dalle onde, che tanto tanto il lottare non gli gioverà a nulla — dite ad un amante che l'insistenza della domanda non potrà vincere mai l'ostinazione del rifiuto d'una bella ritrosa....

Silvio, sentendo il bel corpo di Carlotta vicino al suo, ebbe la debolezza di pensare all'immensa frenesia di piacere che egli avrebbe potuto provare vivendo al suo fianco. Il sangue gli salì al cervello, e vide in una nube di fuoco tutta un'infinita schiera di fantasmi fuggitivi.... Un'eloquenza suggerita dal cuore ispirò irresistibilmente il suo labbro; strinse la mano di Carlotta e parlò nuove profferte e nuove preghiere; i suoi occhi sfavillavano come fiamme, il suo petto si sollevava e s'abbassava come onda di mare tempestoso.

Carlotta turbata all'improvviso assalto, tremava come uno stelo, e guardava Silvio con un'espressione che pendeva tra il rimprovero e la preghiera, ma che diceva più che tutto lo sgomento.

Silvio tacque arrossendo; abbandonò la mano di Carlotta, e chinò il capo al suolo; Carlotta levò gli occhi al cielo.

— Non dirò che una parola, disse ella poco dopo con accento commosso; e voi desisterete, spero, da una vana insistenza....

Si arrestò titubante; Silvio continuava a tenere il capo abbassato, e non vide sul volto di Carlotta le traccie della lotta che si combatteva nel suo petto.

Il silenzio ridestò l'attenzione di Silvio; egli si scosse e guardò Carlotta in viso; quello sguardo era mesto e dolce, e tuttavia la poveretta tremò come sotto una minaccia; indi con un supremo sforzo che vinse la sua natura di donna, pronunziò con voce ferma il nome del cavalier Salvani....

Un grido, un ruggito di belva imprecò sulle labbra di Silvio.

Carlotta nascose il capo fra le mani.