Se una colpa s'imprime sulla riputazione d'una donna, il pentimento deve lavare ogni macchia; infine essa confessava... l'onore del marito era salvo...

LIV.

Silvio prese dolcemente una mano di Carlotta, e con lieve violenza la allontanò dalla sua faccia. Carlotta cedette come un automa.

— Ascoltatemi, prese a dire Silvio, ascoltatemi, in nome del cielo; voi non sapete quale sterminata distesa di speranze avete fatto riapparire al mio sguardo con una parola. Sarà dunque vero? Potrò io ancora? oh! dite, dite che io non m'illudo stoltamente, che io posso ancora farvi mia...

Colui! Che importa a me di colui, se voi mi amerete? che importa a me del passato, quando mi rimane il presente, quando questo presente è l'amore? Dimenticate, dimenticate tutto, distraete il vostro sguardo da un fantasma che vi offende, che vi impaurisce.

Quali rapporti vi hanno stretta a quell'uomo? Io non lo so, non lo dimando; io so che vi amo, che innanzi a voi io divento fanciullo, che guardo la vostra fronte, e vi leggo il candore dell'anima vostra. Qualunque sia quest'affannosa memoria che vi ha fatto piangere, io non ho che una parola per confortarvi: «ai miei occhi voi siete pura come il bacio della mia povera madre.» Non respingete la mia proposta, non la respingete, siate mia, dividete la mia solitudine, dividete meco il culto che avete sacrato alla morte; lo vedete, ho pianto anch'io; saprò piangere anch'io.

— Vi ringrazio, disse Carlotta commossa, vi ringrazio; sa il cielo se io lo vorrei... non posso.

— Non lo dite, non lo dite; abbiate pietà di me. È nelle leggi della natura che la donna debba amare; compiacetevi pure dei vincoli che vi legano alla morte, ma non dimenticale i vincoli che vi legano alla vita. Amate le vostre memorie, ma amate pure l'amore; rinunziate all'idea di un sagrifizio irragionevole; oppure sagrificatevi doppiamente; fate felice un uomo che vi ama, cercate d'amarmi, siate mia.

Così dicendo Silvio stringeva convulsamente la mano di Carlotta, cercando d'incontrarne lo sguardo che si teneva ostinatamente fisso al suolo.

Quando egli tacque, Carlotta risollevò il capo, e si lasciò sfuggire un lieve sospiro. Silvio la interrogò con un gesto d'insistenza disperata; tutta la sua anima era nei suoi occhi. Carlotta fece atto di parlare, ma mancandogliene la forza, scosse tristamente il capo senza dir motto. Silvio lasciò sfuggire la mano che teneva stretta fra le sue, e si battè la fronte gemendo sordamente.