Compresi, tuttavia non esitai; ordinai vi si facesse attendere un istante in sala. Gli occhi del cavaliere avvamparono d'ira; io ne sostenni il lampo senza battere palpebra. Ciò che avvenne dopo quello sguardo ha lasciato un solco assai profondo nella mia memoria.
Il cavaliere si accostò furibondo all'uscio che comunicava colla sala; per un'istante credetti che vi muovesse incontro; ma egli afferrò la porta e la rinchiuse sbattendola con tale impeto che fece tremare i vetri delle finestre; poi venne a me, e con voce resa ancora più truce dallo sforzo che egli faceva per abbassarla, volle che io promettessi di recarmi da lui ad un suo cenno. Insistei. Minacciò — una terribile minaccia... Che doveva io fare? Ero sola, paurosa di uno scandalo; voi eravate lì presso, io avea udito i vostri passi — lui era immobile, ritto innanzi a me, col volto contraffatto dall'ira...
— Verrete? Verrete? Un sì soffocato partì dal mio petto.»
LXVII.
«Venni innanzi a voi col sorriso sulle labbra, colla disperazione nell'anima. Avevate voi udito? Sospettavate?... Non ve ne faccio colpa; il vostro contegno mi diceva di sì; la vostra cortesia fredda mi accusava e mi feriva.
Quando fui sola mi chiusi nelle mie stanze come per involarmi agli occhi di tutti; avessi io potuto sottrarmi alla mia stessa coscienza!... Parevami che il mondo avesse letto la mia vergogna....»
LXVIII.
«Il domani mattina verso le nove, Giovanni mi consegnò segretamente un biglietto che uno sconosciuto aveva portato poco prima. I caratteri del cavaliere mi erano noti, e li riconobbi; tremai per il pericolo che io aveva corso e nascosi istintivamente quella lettera perchè non pervenisse in mano di mio marito.... Egli era là, nel suo letto, sorridente, tranquillo, felice.... Mi sanguinava il cuore per doverlo ingannare.
L'audacia dei cavaliere Salvani riuscì a quell'effetto cui evidentemente aveva mirato, a debellare il mio spirito colla pompa del suo sangue freddo, a farmi apprezzare vieppiù per mezzo dell'esempio l'importanza del pericolo che mi minacciava qualora avessi voluto sottrarmi alla mia promessa.
Quella lettera non conteneva che alcune indicazioni per il convegno al quale io aveva dato l'assenso. Il laconismo di quelle parole era temperato da una preghiera che non mancassi.