Non risposi, ma le mie lagrime furono più eloquenti delle parole. Vidi errare sul suo volto una dolce soavità, e sentii la sua mano fremere nelle mie.

— Tu mi ami? tu mi hai amato? mi domandò guardandosi attorno pauroso.

— Oh! sì, io t'ho amato!

In quel punto un'altro uomo apparve sulla soglia. Il medico lo vide e gli mosse incontro. Le guancie di Antonio si tinsero d'un lieve rossore.

Il medico si accostò a noi.

— Il cavalier Salvani... prese a dire con dolcezza.

Mio marito cercò d'interromperlo con un gesto; il medico non comprese.

— Il cavalier Salvani manda a chiedere notizie del vostro stato, e vi esprime il suo rammarico.

Antonio voltò la faccia verso la parete; io inchinai il capo sul petto; egli nascose il suo rossore, io le mie lagrime.»

LXXVI.