In questa trasparenza, in questa incandescenza di cielo, la mia forma di donna ha un trasalimento, oh che non turba la soave immobilità dell'ora....
Un prodigio si è compiuto nel lungo spazio che forse fu notte e forse meriggio.
Compiuto insensibilmente, quand'io stavo in passione e in meditazione, animata natura, e di contro a me lo spirito maschio agiva, fondatore e distruttore, m'offriva armi, leale, perchè lo combattessi, e le confessioni s'incrociavano, ci laceravano.
Mormoravo nelle tregue:
«Se v'assomiglio, fratelli, soffro!»
«Se v'assomiglio, voi non m'amate!»
«Se v'assomiglio, a che son nata?»
Caratteri d'eternità erano nella vicenda.
Peritura la mia forza, gli occhi avrebbero potuto appannarsi, qualche morbo penetrarmi; ma no, io non ero Filottete — e mai dunque sarebbe paga la nascosta giustizia, quella che mi generò in sogno?
Conche sonore di venti fremevano, alte conche d'allegrezza o d'angoscia.