Senti. Io non so che cosa tu farai, come non lo sai neppur tu in questo istante. Ma ti devo dire ancora qualcosa, ti devo dire che se nell'anima tua non potesse compiersi il prodigio, io m'inchinerei al destino, in silenzio. Quando tutto s'è tentato, e il destino non muta, non c'è luogo per l'imprecazione amara, non c'è più che da inchinarsi e tacere. Ma senti: se un giorno egli mi chiamasse, io verrei; se un giorno egli mi raggiungesse, io non lo respingerei. O forse potresti esser tu a chiamarmi nel tempo.... Verrei. Metti ancora un momento la tua mano nella mia. D'or innanzi, qualunque cosa accada, vedrai la vita come ti si è mostrata in fondo ai miei occhi. Addio.

1912.


Opere di Sibilla Aleramo

(ed. Bemporad, Firenze)

Una Donna, romanzo, 3ª ediz. Lire 7,50

Il Passaggio, romanzo, 2ª ediz. Lire 7,00

Andando e stando, prose, 2ª ediz. Lire 7,00

Momenti, liriche, 2ª ediz. L. 6,00

Trasfigurazione, novella, L. 5,00