Non ricordo chiaramente gli ultimi giorni passati laggiù, non rammento alcun particolare....
Rivedo il mio bambino scoppiare in pianto mentre io gli dico di dare l’addio alla camera ove egli è nato, e donde i mobili son partiti. Ho l’impressione della stretta alla gola provata quando, andata in casa de’ miei per salutar mio padre e strappargli una parola buona, ricevetti poche frasi aspre troncate all’improvviso da una voltata di spalle.... Come in una nebbia mi si presenta un’altra scena pungente: mia cognata che scaglia invettive alle mie sorelle sgomente, venute in casa sua per abbracciarmi l’ultimo dì; e mia suocera che geme senza fine....
Un’ultima visita a mia madre: un vano appello al passato, la tortura di quell’occhio senza sguardo, di quella voce un po’ roca che rideva....
Il mare, la campagna, le strade del borgo, in quella fine di settembre, dovevano avere una fisionomia dolcemente stanca, mandare la migliore espressione della loro anima.... Dopo undici anni dacchè li avevo visti per la prima volta, li lasciavo, movendo incontro all’ignoto. Undici anni tragici, lungo i quali la mia sostanza si era andata foggiando di lagrime, lagrime di ribellione, lagrime di sommissione, lagrime di riconoscenza, anche, al Mistero invincibile.... Li lasciavo senza uno sguardo, quasi fuggissi, quasi temessi di scorgere un riso ironico nelle loro penombre, l’avvertimento di non stimarmi troppo presto liberata.
XV.
Pel cielo glorioso le nuvole andavano, tutte avvolte dal sole, mutevoli e continue: le piazze, le fontane, le case di pietra e le cupole e il fiume e le pinete incise sull’orizzonte, e il deserto della campagna e i monti lontani, tutto pareva seguire il lento viaggio delle nubi, tutto era com’esse immerso nella luce meravigliosa e com’esse appariva fluido ed eterno.
Anch’io ero già passata sotto quel cielo che ora riguardavo; ed anche in quel mio passaggio di adolescente l’anima s’era sentita dilatare al cospetto dell’infinito azzurro. Non ero la medesima, ancora? Non cominciava ora la giovinezza? Roma appartiene allo spirito che la desidera con volontà, e mantiene tutto quanto le si chiede con vigore d’anima. E forse non era tanto lontano il giorno in cui avrei compreso in un solo sguardo la città unica, l’avrei sentita tutta nel palpito del mio cuore.... Frattanto, che ebbrezza e che estasi assistere con mio figlio ai lunghi tramonti di fiamma dalla terrazza del nostro quartierino, con dinanzi il fiume e Monte Mario, dopo aver lavorato ore e ore nel silenzio dell’alto studiolo!
Mi sembra di non poter raccontare quei miei primi mesi di vita romana, così come non ho potuto raccontare la mia infanzia. Tutto ciò che è succedersi d’impressioni, vita pulsante per eccitazioni esteriori, scintillìo di immagini, eco di suoni, non può essere da me risuscitato,...